Dal 15 settembre 2026, per i soggetti iscritti al RENTRI non sarà più consentito emettere il FIR in formato cartaceo. Richiedi il modulo integrato nei nostri software.

Voucher Doppia Transizione 2026 per finanziare gestionale, AI e software su misura

Il Voucher Doppia Transizione 2026 è un contributo a fondo perduto in regime de minimis, promosso da Unioncamere tramite i Punti Impresa Digitale delle Camere di commercio, per le PMI che investono in tecnologie digitali (ERP, CRM, intelligenza artificiale, cybersecurity), sostenibilità, consulenza e formazione. Copre in genere il 50% della spesa ammissibile (fino al 70% per micro e piccole imprese in alcune circoscrizioni), con un massimale nazionale di 10.000 euro: importo, percentuale e investimento minimo li fissa però ogni Camera nel proprio bando territoriale. Prerequisito obbligatorio è il SELFI 4.0, l’assessment gratuito di maturità digitale, da completare nei 3 mesi precedenti la domanda. Dalle ore 10:00 dell’8 luglio 2026 si predispone la pratica sulla piattaforma ReStart di InfoCamere (SPID, CNS o CIE); l’assegnazione avviene a sportello, in ordine cronologico di invio.

Nel 2026 le Camere di commercio mettono a disposizione delle PMI un contributo a fondo perduto per chi investe in tecnologie digitali e sostenibilità. Si chiama Voucher Doppia Transizione ed è la prima edizione a carattere nazionale del voucher promosso dai Punti Impresa Digitale, con una dotazione di circa 150 milioni di euro nel triennio 2026-2029.

Per un’impresa che sta valutando un nuovo gestionale, un progetto di intelligenza artificiale o un intervento di cybersecurity, la notizia si traduce in una cosa concreta: il contributo pubblico può coprire fino a metà della spesa. Vediamo come funziona davvero, che cosa finanzia e come muoversi per non arrivare tardi.

Cos’è il Voucher Doppia Transizione

È un contributo a fondo perduto in regime de minimis, promosso da Unioncamere attraverso la rete dei Punti Impresa Digitale delle Camere di commercio, in coerenza con il Piano Nazionale Transizione 5.0.

Il quadro è nazionale, ma la gestione è locale. Non esiste uno sportello unico con le stesse condizioni in tutta Italia: ogni Camera di commercio aderisce in autonomia e definisce nel proprio bando territoriale importo massimo, percentuale di contributo, investimento minimo, eventuali premialità, date di apertura e chiusura, codici ATECO ammessi e requisiti dei fornitori. Prima di fare qualsiasi conto, quindi, il riferimento è sempre il bando della propria Camera.

Cosa finanzia per le PMI

Il voucher copre le tecnologie abilitanti, cioè le soluzioni che incidono su organizzazione, produttività e sostenibilità dell’impresa. L’elenco nazionale comprende, tra le altre:

  • Sistemi gestionali integrati (ERP): la spina dorsale che collega ordini, magazzino, produzione, commesse e amministrazione. È qui che rientra un gestionale come ERGO per l’edilizia e l’impiantistica, o Radix+ per chi lavora nel service, nel noleggio, nel commercio e nella manutenzione.
  • CRM: la gestione strutturata di clienti, trattative e attività commerciali.
  • Intelligenza artificiale: automazione dei processi, analisi dei dati, manutenzione predittiva, supporto alle decisioni. Le nostre soluzioni AI su misura rientrano in questa categoria.
  • Cybersecurity: protezione di dati, reti e sistemi, gestione degli accessi, continuità operativa.
  • IoT e sensoristica: dispositivi connessi per monitorare impianti, consumi, cantieri e processi.
  • Big data e analytics: strumenti di analisi avanzata dei dati aziendali.
  • Sostenibilità ed ESG: soluzioni per misurare e ridurre consumi ed emissioni, ottenere il rating ESG, redigere il report di sostenibilità.

Il voucher non si ferma alle tecnologie. Finanzia anche la consulenza specialistica per la doppia transizione e la formazione del personale sulle nuove tecnologie, sempre nei limiti fissati dal bando territoriale.

Attenzione a una distinzione utile: la strumentazione informatica di base (PC, notebook, stampanti non 3D, upgrade di RAM) di norma non è ammissibile, se non strettamente collegata all’acquisto di una delle tecnologie sopra. Il voucher premia il progetto, non il singolo pezzo di hardware.

Quanto vale il finanziamento?

Qui serve chiarezza, perché è il punto su cui circolano i numeri sbagliati.

Il massimale nazionale teorico arriva fino al 70% della spesa e a 10.000 euro, ma è un tetto di riferimento: quasi nessuna Camera applica quei valori pieni. La percentuale del 70% è riservata in genere alle micro e piccole imprese in alcune circoscrizioni; nella pratica la forbice più diffusa è intorno al 50% della spesa ammissibile. Ogni bando territoriale fissa i propri valori.

Parametro Riferimento nazionale
Percentuale di contributo In genere 50%, fino al 70% per micro e piccole imprese in alcune circoscrizioni
Massimale del contributo Fino a 10.000 euro (tetto teorico, ogni Camera fissa il proprio)
Investimento minimo Definito dal bando territoriale (in genere tra 3.000 e 5.000 euro)
Regime di aiuto De minimis (tetto di 300.000 euro in 3 anni)
Ritenuta d’acconto 4%, dove applicabile

Due esempi per capire la variabilità:

Camera (esempio) Contributo Tetto Investimento minimo
Esempio A 50% 7.000 euro 3.000 euro
Esempio B 50% 10.000 euro 4.000 euro

Stessa iniziativa, numeri diversi. Per questo l’unico modo per sapere quanto vale il voucher nel proprio territorio è consultare il bando della Camera competente.

Da tenere presente anche il tetto de minimis: la somma degli aiuti pubblici ricevuti dall’impresa nell’arco di tre anni non può superare i 300.000 euro (soglia generale). Chi ha già beneficiato di altri contributi deve verificarlo prima di presentare domanda.

Chi può partecipare

Il bando è rivolto alle micro, piccole e medie imprese, senza distinzione di settore. In linea generale l’impresa deve essere attiva e iscritta al Registro delle imprese, avere sede legale o unità locale nella circoscrizione della Camera a cui presenta domanda, essere in regola con il diritto annuale camerale e avere un DURC regolare. Rientrano anche le ditte individuali, purché attive e iscritte. Restano fuori, di norma, le partite IVA in regime forfettario non iscritte al Registro delle imprese.

Alcune Camere prevedono requisiti aggiuntivi già presenti nei bandi pubblicati, come l’assolvimento dell’obbligo di polizza assicurativa contro le calamità naturali per le imprese soggette, oppure l’esclusione di chi ha già beneficiato delle precedenti edizioni dei voucher digitali. Anche su questo, fa fede il bando territoriale.

Il passaggio che le imprese scoprono tardi: il SELFI 4.0

C’è un prerequisito obbligatorio che è bene affrontare per primo, non per ultimo: il SELFI 4.0, l’assessment gratuito di maturità digitale disponibile sul portale dei Punti Impresa Digitale.

Va completato nei tre mesi precedenti la presentazione della domanda. Farlo troppo presto significa doverlo rifare; scoprirlo troppo tardi significa non arrivare in tempo per lo sportello. Non è un adempimento formale: i risultati servono anche a motivare la coerenza tra i fabbisogni rilevati e il progetto di investimento che si presenta.

Come si presenta la domanda

Dalle ore 10:00 dell’8 luglio 2026 è possibile predisporre la pratica sulla piattaforma ReStart di InfoCamere, accedendo con SPID, CNS o CIE. La precompilazione però non vale come invio e non attribuisce alcuna priorità: l’ordine cronologico si determina dal momento dell’effettivo invio, dentro la finestra stabilita dalla singola Camera.

L’assegnazione avviene con procedura valutativa a sportello, secondo l’ordine cronologico di presentazione. In pratica: finché ci sono risorse, chi invia prima e supera l’istruttoria viene ammesso. Chi si muove per tempo ha un vantaggio reale.

I passaggi, in sintesi: completare il SELFI 4.0, raccogliere preventivi e documentazione, predisporre la pratica su ReStart, inviarla nella finestra prevista dal bando territoriale.

Come muoversi (e come possiamo aiutarti)

Il preventivo del fornitore è un documento obbligatorio della domanda, e deve essere intestato all’impresa e coerente con le voci di spesa ammissibili. È qui che il progetto passa dall’idea alla pratica.

Come fornitore delle tecnologie ammesse, possiamo affiancarti su questo: verificare quali dei tuoi investimenti in ERP, CRM, AI o cybersecurity rientrano tra le spese finanziabili e preparare un preventivo pronto per la domanda. Non presentiamo noi la pratica al posto tuo, la presenti alla tua Camera di commercio, ma arriviamo allo sportello con il progetto già impostato bene.

Se stai già pensando a un nuovo gestionale o a un progetto di intelligenza artificiale, questo è il momento giusto per capire se il voucher può coprirne una parte.

Dov’è già aperto il bando

Le Camere aderiscono in tempi diversi e alcune non aderiscono affatto. Prima di procedere, verifica se la tua Camera ha pubblicato il proprio bando territoriale e quando apre lo sportello:

Camere risultate attive a metà luglio 2026

Tra le Camere che hanno pubblicato il proprio bando territoriale figurano, a titolo indicativo: Padova, Verona, Bolzano, Bologna, Modena, Ferrara-Ravenna, Romagna (Forlì-Cesena e Rimini), Genova, Venezia-Rovigo, Marche, Umbria, Rieti-Viterbo, Firenze, Toscana Nord-Ovest, Maremma e Tirreno, Salerno, Caserta, Irpinia-Sannio, Foggia, Brindisi-Taranto, Chieti-Pescara, Cagliari-Oristano, Sassari, Caltanissetta, Messina, Reggio Calabria, Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, Cosenza, oltre alle Camere aderenti al bando di sistema della Lombardia. L’elenco è in continuo aggiornamento e ogni Camera ha date e importi propri: verifica sempre la pagina della tua Camera.

Domande frequenti

Quanto copre il Voucher Doppia Transizione 2026?

Il voucher copre in genere il 50% della spesa ammissibile, fino al 70% per micro e piccole imprese in alcune circoscrizioni, con un massimale nazionale di 10.000 euro. Percentuale, tetto e investimento minimo effettivi sono però stabiliti da ciascuna Camera di commercio nel proprio bando territoriale, quindi il valore reale nel tuo territorio va verificato sul bando della tua Camera.

Un gestionale ERP o un progetto di intelligenza artificiale rientrano tra le spese finanziabili?

Sì. I sistemi gestionali integrati (ERP), i CRM, i progetti di intelligenza artificiale, la cybersecurity, l’IoT e le soluzioni per la sostenibilità rientrano tra le tecnologie abilitanti ammesse. Sono finanziabili anche la consulenza specialistica e la formazione collegate al progetto. Restano di norma esclusi PC, notebook e strumentazione di base non collegati a una tecnologia ammessa.

Chi può richiedere il voucher?

Possono richiederlo le micro, piccole e medie imprese di ogni settore, attive e iscritte al Registro delle imprese, con sede legale o unità locale nella circoscrizione della Camera a cui presentano domanda, in regola con il diritto annuale camerale e con DURC regolare. Rientrano anche le ditte individuali attive e iscritte.

Cos’è il SELFI 4.0 e quando va fatto?

Il SELFI 4.0 è l’assessment gratuito di maturità digitale disponibile sul portale dei Punti Impresa Digitale ed è un prerequisito obbligatorio per la domanda. Va completato nei tre mesi precedenti la presentazione della domanda: farlo troppo presto costringe a rifarlo, farlo troppo tardi rischia di far perdere lo sportello.

Come e quando si presenta la domanda?

Dalle ore 10:00 dell’8 luglio 2026 si predispone la pratica sulla piattaforma ReStart di InfoCamere, con SPID, CNS o CIE. La precompilazione non vale come invio e non dà priorità: conta l’ordine cronologico dell’invio effettivo, nella finestra fissata dalla singola Camera. L’assegnazione è a sportello, quindi chi invia prima e supera l’istruttoria viene ammesso finché ci sono risorse.

Il voucher è cumulabile con altri incentivi?

Il contributo è cumulabile con altri aiuti pubblici nel rispetto del regime de minimis (tetto di 300.000 euro in tre anni) e del divieto di doppio finanziamento sulle stesse voci di spesa. Le condizioni specifiche di cumulabilità sono definite dal bando territoriale della Camera competente e vanno verificate prima dell’invio.

Condividi
Continua a leggere

Altri articoli che ti potrebbero interessare