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Carenza di personale qualificato: automatizzare i processi aziendali con l’intelligenza artificiale

Sommario

Oltre due terzi delle aziende italiane non trova il personale qualificato che cerca. Assumere di più non è sempre possibile: la leva immediata è recuperare le ore che il team già presente perde in attività ripetitive, come ricopiare dati da documenti, cercare informazioni nei manuali, rispondere alle stesse domande.

L’intelligenza artificiale integrata nei processi aziendali automatizza esattamente queste attività: legge fatture e DDT e li registra nel gestionale, risponde alle richieste di assistenza usando la documentazione interna, riconcilia i dati tra i sistemi. Non sostituisce le persone: restituisce loro il tempo per il lavoro che richiede competenza.

Secondo l’Indagine Confindustria sul lavoro 2025, il 67,8% delle aziende italiane con ricerche di personale in corso incontra difficoltà di reperimento, un dato stabile da anni. Il problema è più acuto proprio dove serve di più: le competenze tecniche mancano al 57,1% delle imprese in difficoltà, il personale per mansioni manuali al 46,3% a livello nazionale e al 57,6% nell’industria.

Le risposte classiche restano valide: formazione del personale interno (la sceglie il 56% delle imprese), collaborazioni e consulenze esterne (52,9%), allargamento del bacino di ricerca (40,2%). Ma hanno tutte lo stesso limite: richiedono mesi o anni per dare risultati, mentre il lavoro da fare è adesso.

C’è una domanda che vale la pena farsi prima di cercare persone che non si trovano: quante ore del personale che hai già vengono spese in attività che una macchina può fare? Ricopiare dati da una fattura al gestionale. Cercare una procedura in un manuale di 200 pagine. Rispondere per la decima volta alla stessa domanda di un cliente. Associare i movimenti bancari alle fatture. Sono ore di persone qualificate spese in lavoro non qualificato.

Il costo nascosto delle ore spese in attività ripetitive

Quando manca personale, ogni ora delle persone presenti vale di più. Eppure, in quasi tutte le aziende che incontriamo, una parte consistente della giornata di impiegati amministrativi, tecnici e responsabili viene assorbita da attività che non richiedono la loro competenza: trascrizione di dati da documenti cartacei o PDF, ricerca di informazioni sparse tra manuali ed email, risposte ripetitive a clienti e colleghi, controlli incrociati tra sistemi che non si parlano.

Il paradosso è evidente: l’azienda cerca sul mercato competenze che non trova, mentre le competenze che ha già in casa passano ore a fare data entry.

Automatizzare i processi aziendali con l’intelligenza artificiale significa intervenire esattamente su questo punto. Non si tratta di sostituire le persone, che anzi mancano: si tratta di togliere alle persone il lavoro da macchina, perché possano fare il lavoro da persone. Vediamo tre applicazioni già operative in progetti sviluppati dal team Custom & AI di Infominds.

L’AI che legge i documenti al posto delle persone

La forma più diffusa di lavoro ripetitivo è la trascrizione: qualcuno riceve un documento (una fattura fornitore, un DDT, uno scontrino, un curriculum) e ne ricopia i dati in un sistema. Ogni trascrizione è tempo perso e un’occasione di errore.

I modelli AI di visione artificiale eliminano questo passaggio. Il documento viene fotografato o caricato, l’AI ne estrae i dati rilevanti e li inserisce direttamente nel gestionale, nel CRM o nella contabilità:

  • Ciclo passivo: l’AI legge fatture fornitori e bolle di trasporto, anche scansionate o compilate a mano, e le riconcilia con gli ordini nel gestionale. Il layout del documento non deve essere standard: il modello interpreta formati diversi.
  • Note spese e logistica: scontrini, DDT e biglietti da visita vengono acquisiti con una foto dall’app. Importi, date e mittenti finiscono nel sistema senza trascrizione manuale.
  • Risorse umane: la classificazione automatica dei curriculum crea fascicoli ricercabili per competenze, riducendo il tempo dello screening iniziale. Un aiuto concreto proprio per chi deve assumere e ha poco tempo per selezionare.

Il principio è sempre lo stesso: trasformare un dato non strutturato in un dato strutturato pronto per il gestionale, senza che una persona faccia da ponte.

L’AI che risponde usando la conoscenza aziendale

Il secondo grande assorbitore di ore qualificate è la ricerca di informazioni. In molte aziende la conoscenza operativa vive in centinaia di documenti: manuali tecnici, procedure in PDF, file Word ed Excel, email. Quando serve una risposta, qualcuno la deve andare a cercare. E spesso quel qualcuno è la persona più esperta, cioè la più scarsa.

In uno dei progetti sviluppati dal nostro team, un sistema di assistenza basato su AI ha acquisito oltre 300 documenti aziendali in formati diversi e li ha resi interrogabili istantaneamente. L’operatore pone una domanda, ad esempio come risolvere uno specifico codice di errore, e il sistema risponde citando esclusivamente la documentazione interna verificata, non contenuti generici presi dal web.

Il modello adottato è lo Human-in-the-loop: l’AI analizza, classifica e prepara la bozza di risposta, ma la validazione resta in capo all’operatore. Lo stesso approccio si applica alle email in entrata, che il sistema classifica per priorità preparando le bozze di risposta. In un contesto di organici ridotti, significa che una persona gestisce il volume di lavoro che prima ne richiedeva due, senza perdere il controllo sulla qualità.

Un approfondimento con esempi e video è disponibile nell’articolo sui tre esempi concreti di intelligenza artificiale nei processi aziendali.

L’AI che riconcilia i dati tra i sistemi

La terza applicazione lavora su dati già presenti in azienda, ma difficili da usare. Due esempi operativi:

  • Riconciliazione bancaria: la sincronizzazione automatica dei movimenti da estratto conto (via Open Banking) con le fatture di vendita e acquisto nel gestionale. L’AI associa ogni movimento alla fattura corrispondente, un lavoro che tradizionalmente occupa ore di attenzione amministrativa ogni settimana.
  • Interrogazione in linguaggio naturale: soluzioni che permettono di interrogare database e file complessi con domande in linguaggio corrente, senza competenze tecniche. Chi ha bisogno di un dato lo chiede e lo ottiene, senza mettersi in coda dalle uniche due persone che sanno usare quel sistema.

Anche qui l’effetto sulla carenza di personale è diretto: meno colli di bottiglia sulle persone chiave, meno dipendenza da competenze specialistiche per le operazioni quotidiane.

Perché serve un’integrazione su misura, non un plugin

La stessa Indagine Confindustria 2025 ha dedicato per la prima volta un focus all’intelligenza artificiale, e la fotografia è chiara: l’11,5% delle imprese ha già adottato o sta sperimentando soluzioni AI, e un altro 37,6% le sta valutando. Quasi una su due è coinvolta. Ma la prima criticità segnalata da chi ci prova è la carenza di competenze interne (36,7%), seguita dalla complessità di integrazione nei processi esistenti. Tradotto: le aziende vogliono l’AI, ma non hanno in casa chi la sappia costruire e collegare ai sistemi. È la stessa carenza di personale qualificato, vista dall’altro lato.

Un punto va detto con chiarezza: nessuna di queste soluzioni è un prodotto da comprare e installare. Un’AI che legge le tue fatture deve dialogare con il tuo gestionale. Un assistente che risponde con la tua documentazione deve essere addestrato sui tuoi documenti, e i tuoi dati devono restare tuoi. Una riconciliazione automatica deve conoscere il tuo piano dei conti e i tuoi flussi.

Per questo l’intelligenza artificiale in azienda funziona quando è costruita come un progetto di software su misura: si parte dal processo, si individua dove si perdono le ore, e si integra l’AI dentro i sistemi esistenti, gestionale compreso. Chi sviluppa software ERP da decenni ha qui un vantaggio pratico: conosce il gestionale dall’interno e sa collegare l’AI ai flussi reali, senza duplicazioni di dati.

Da dove si parte: tre passi concreti

1
Misura le ore ripetitive. Per una settimana, chiedi al team di annotare quanto tempo va in trascrizioni, ricerche di informazioni e risposte ripetitive. Moltiplica per il costo orario: è il budget che stai già spendendo, solo che non lo vedi in nessuna fattura.
2
Parti dal processo che pesa di più. Un primo modulo funzionante (ad esempio l’acquisizione automatica delle fatture fornitori) può essere operativo in poche settimane e libera subito ore misurabili.
3
Estendi in base ai risultati. Le ore recuperate dal primo modulo finanziano i successivi. L’approccio iterativo distribuisce l’investimento e riduce il rischio.

Vuoi capire quante ore puoi recuperare nei tuoi processi?

Scopri l’AI applicata ai processi aziendali

Domande frequenti

Come si automatizzano i processi aziendali con l’intelligenza artificiale?

Si parte dall’analisi dei processi per individuare le attività ripetitive a maggior assorbimento di ore: trascrizione di documenti, ricerca di informazioni, risposte ripetitive, controlli incrociati. Su quel processo si sviluppa un primo modulo AI integrato con il gestionale esistente, si misura il tempo recuperato e si estende l’automazione ai processi successivi. L’integrazione con i sistemi già in uso è la condizione perché il dato estratto dall’AI arrivi dove serve senza passaggi manuali.

L’intelligenza artificiale sostituisce il personale?

Nei progetti che sviluppiamo accade il contrario: l’AI viene adottata proprio perché il personale manca. Le attività automatizzate sono quelle ripetitive che nessuno vuole fare e che sottraggono tempo al lavoro qualificato. Il modello Human-in-the-loop mantiene la validazione finale in capo alle persone: l’AI prepara, l’operatore decide.

Esiste un gestionale con intelligenza artificiale personalizzato?

L’approccio più efficace non è cambiare gestionale, ma integrare l’AI nel gestionale che già usi. Le funzioni AI (lettura documenti, assistenza su knowledge base, riconciliazione) vengono sviluppate su misura e collegate all’ERP esistente via API. In questo modo la personalizzazione riguarda i tuoi processi e i tuoi dati, senza dover sostituire il sistema su cui l’azienda già lavora.

I dati aziendali usati dall’AI restano riservati?

Sì, ed è il punto che distingue un progetto su misura da un servizio generico. L’AI viene addestrata e opera sulla documentazione e sui dati dell’azienda, e le risposte sono ancorate a fonti interne verificate. Il perimetro di utilizzo dei dati viene definito in fase di progetto insieme al cliente.

Quanto tempo serve per vedere i primi risultati?

Un primo modulo su un processo circoscritto, come l’acquisizione automatica delle fatture fornitori, può essere operativo in poche settimane. Il recupero di ore è misurabile fin dal primo mese di utilizzo, e i moduli successivi vengono pianificati in base ai risultati del primo.

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